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San Gimignano... Tra storia e leggenda


San Gimignano - Tra storia e leggenda

Il primo documento storico che attesta il nome della città è datato 30 agosto 929 quando Ugo di Provenza dona al vescovo di Volterra il monte chiamato della Torre "prope Sancto Geminiano adiacente". E' probabile che il nome San Gimignano derivi proprio dal nome del vescovo di Modena. Il fascino delle leggende non è certo superiore a quello esercitato dalla lunga e complessa storia della città. Durante il periodo etrusco i luoghi abitati occupano la sommità dei rilievi, ma vi sono anche tracce sul fondovalle del periodo romano.

Verso la fine del Medioevo, coincidente col X secolo, prende vita la formazione del nucleo più antico dell'attuale centro storico. Nel 998 San Gimignano era ancora un villaggio a cavallo della via Francigena. Lo sviluppo di San Gimignano avvenne soprattutto nei primi tre secoli dopo il Mille, quando si trovò in una situazione geografica strategica. La via Francigena divenne nell'Alto Medioevo, l'itinerario dei pellegrini che, soprattutto dalla Francia, si dirigevano a Roma e, proprio a San Gimignano, si innestava la deviazione verso il Porto di Pisa. Nel 1199 la città si dichiarò libero comune.

Il Comune crebbe e prosperò nelle attività agricole, in particolare la produzione di zafferano, vino Greco e Vernaccia e nel commercio della lana, fino a raggiungere nella prima metà del '300 circa 13.000 abitanti. La peste del 1348 decimò due terzi della popolazione e, da allora, cominciò per San Gimignano una lunga decadenza all'ombra della dominante Firenze. La San Gimignano dopo il 1348 non raggiungerà più i livelli economici e demografici precedenti. L'improvviso spopolamento e la decadenza economica, ed infine la perdita dell'autonomia politica, producono guasti evidenti: le torri crollano, o vengono "scamozzate" (delle settantadue di quel periodo ne giungeranno ai giorni nostri solo tredici), i palazzi si rovinano, e, per secoli, proprio per questo motivo, non ci sono grandi interventi. E' per questa ragione che il centro storico di San Gimignano arriverà alla stagione ottocentesca dei "restauri gotici" quasi indenne dalle influenze stilistiche delle epoche precedenti.

Gli interventi edilizi dal Quattrocento in poi sono rari: la Rocca di Montestaffoli, qualche palazzo e qualche piccola chiesa. Nonostante ciò questo periodo concede alla città i prestigiosi interventi di Coppo di Marcovaldo, Memmo di Filippuccio, Simone Martini, Lippo Memmi, Bartolo di Fredi, Taddeo di Bartolo, Jacopo della Quercia. E' il seicento il momento che rappresenterà il punto più basso della storia della città, quando diverrà, dopo la peste del 1631, uno dei luoghi più poveri del Granducato di Toscana con solo 3.000 abitanti. Verso la metà dell'Ottocento la città ritrova nuovo vigore attraverso il recupero ed il restauro di molti palazzi, e un notevole aumento demografico, che porterà la popolazione a 10.000 abitanti, e poi, cent'anni dopo, con la crescita esponenziale del turismo culturale che fa arrivare ogni anno nella città milioni di visitatori.